AUGH!

02.03.2013 02:26

di Stefano Davidson

 

Poche righe per esprimere un concetto che mi sta a cuore esternare. Ovviamente in questi giorni mi sto gongolando lasciandomi andare alla visione dei programmi televisivi di approfondimento politico più disparati. Non sto qui a citarli tutti, ma più o meno li guardo tutti anche se a volte devo ricorrere al famigerato zapping. E vedo cose che mai avrei immaginato di vedere e soprattutto di sentire. Previsioni tirate a casaccio, dottori in Storia Moderna membri di Scelta Civica che parlano di còngreghe invece che di congrèghe dimostrando una conoscenza e una padronanza dell’italiano simile a quella del loro leader Monti (che sugli accenti spesso vacilla, ma tanto per lui l’importante sono solo i numeri, possibilmente quelli dei “dividendi”), e molto vicina a quella del tanto vituperato Di Pietro (il quale per altro se non altro ha avuto il coraggio di dimettersi, e di questi tempi non è mica robetta… vero Pierluigi?), opinionisti che fanno a chi la spara più grossa con le previsioni di nuovi governi e nuove elezioni. Ma su tutto trionfa il diffuso concetto che il voto a Grillo è stato un voto “esclusivamente di protesta” e un nuovo luogo comune utilizzato da quasi tutti i giornalisti e dai residuati politici di vecchia scuola, i quali asseriscono con aria severa che “comunque una volta in Parlamento vedremo cosa sapranno fare i rappresentanti del M5S”.
Or bene, mi permetto di dire che tutti questi signori a mio modesto avviso e oxfordianamente parlando “NON HANNO CAPITO UNA BENEAMATA MINCHIA” di quanto è successo e sta succedendo.
Questi geni dell’informazione (?) e della politica, ma soprattutto questi ultimi che come detto in altri articoli, non sono nemmeno riusciti a difendersi da una “minaccia” più che annunciata (anzi alcuni di loro si sono addirittura autoaffondati con manovre politiche a dir poco schettiniane) non hanno assolutamente compreso che un Movimento che viene dal web, da internet, altro non può fare che comportarsi che come una creatura della rete.

Grillo, Casaleggio e buona parte dei rappresentanti del M5S sono avanti dieci mosse rispetto ai propri avversari, perché come a scacchi anche nel web se vuoi sopravvivere devi sempre prevedere con largo anticipo gli umori e le “mosse della massa”. E in questa “massa”, nel senso però deteriore del termine, io ci metto tutta la classe politica italiana, poiché ragiona tutta allo stesso modo, ed oltre ad avere l’estrema presunzione (che presto li porterà all’estrema unzione) di non credere di dover modificare questo loro modo di considerare le cose, non è oggettivamente in grado di farlo per limiti di dna. Questo comporta quindi il perché non sono ancora riusciti a capire ( e vedremo quando ci arriveranno) quanto il M5S, che appare così improvvisato ed estemporaneo, sia invece una macchina da guerra perfettamente calibrata.
Grillo e Co è da un pezzo che sono pronti all’ingresso in Parlamento (e lo dicevano pure: “ ci vediamo in Parlamento!”) e hanno già previsto ogni singolo scenario potesse prepararsi al loro cospetto. Loro ora sono entrati, come un “trojan” nel vostro PC e, piano piano, cominceranno ad occupare ogni singolo angolo dell’hard disk del Parlamento, conoscendo in anticipo reazioni e possibili contromosse (sempre peraltro prevedibili) dei loro avversari, ormai imbolsiti da anni di finte lotte tra loro.
Sarà un po’ come se un pugile abituato a combattere sempre con lo stesso “sparring partner”, che vince o perde a seconda di cosa gli conviene o gli viene suggerito in base alle scommesse, si trovasse improvvisamente sul ring un Mark Tyson incazzato nero.
Come finirebbe secondo voi?
Il M5S ha appena iniziato la sua partita a scacchi, ma di là il più bravo degli avversari fin’ora ha giocato solo a “filetto” e sta cominciando adesso a leggere le regole di questo nuovo gioco che gli si para davanti.
Quello del M5S è un altro modo di fare politica, un altro modo di rapportarsi all’avversario, un altro modo (speriamo! E dico così perché a questo mondo bisogna sempre stare con le antenne dritte) di porsi nei confronti della società e dell’elettorato.

È mia opinione che se non arriveranno “i loro”, ovvero la trojka, la NATO e quant’altro vogliate metterci, ciò che sta accadendo in Italia sarà come la battaglia di Little Big Horn e per tutta la vecchia politica finirà come per Custer e i suoi.
Chissà che non si riesca ad essere esempio anche per le altre tribù europee che la finanza internazionale ha infilato in “riserve” sempre più inospitali!

Per quanto mi riguarda io lo spero, anzi prego che in questo film vincano finalmente gli indiani. Augh!