Europa e Stati Uniti indietro di venti anni nell'affrontare la crisi finanziaria Kondiviso da Beatrice Mummolo

30.04.2013 15:45

 


 

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26 aprile 2013 (MoviSol) - Il punto di vista di un insider sulla politica dei salvataggi bancari è stato offerto alla conferenza dello Schiller Institute del 13-14 aprile da Daisuke Kotegawa, che è stato per molti anni direttore generale del Ministero del Tesoro giapponese prima di diventare rappresentante del suo paese al Fondo Monetario Internazionale.

All'epoca della crisi asiatica nel 1997-98 Kotegawa ebbe l'incarico di liquidare grandi istituti bancari del Giappone, quali Yamaichi Securities, LTCB ed NCB. A quell'epoca, ha detto ai partecipanti, i giapponesi riuscirono a contenere la portata delle liquidazioni ed impedire che il Giappone diventasse l'epicentro di una crisi economica mondiale. Quando gli istituti finanziari furono liquidati durante il week-end, furono chiuse numerose transazioni internazionali, incluso un quantitativo enorme di contratti in derivati.

Nonostante questo successo, i giapponesi furono pesantemente criticati, anche da "leader nazionali ed internazionali che oggi affrontano la crisi" quali Larry Summers. Il risultato fu che vennero messi sotto inchiesta numerosi funzionari di governo, tra cui numerosi suoi colleghi, alcuni dei quali furono arrestati ed altri si suicidarono, così come si suicidarono membri del consiglio di amministrazione degli istituti finanziari che erano stati liquidati.

A differenza del Giappone, le autorità inglesi ed americane non hanno mai chiuso i contratti in derivati dopo la liquidazione di Lehman Brothers, e nessuno dei responsabili è stato punito.

Kotegawa ha insistito sul fatto che la crisi odierna è stata scatenata dall'abrogazione della legge Glass-Steagall Act nel 1999. Da allora si è susseguita una bolla speculativa dopo l'altra, le principali banche di Wall Street hanno raggiunto livelli di profitto senza precedenti, e i loro manager hanno incassato redditi e bonus miliardari.

Nello stesso periodo l'Europa ha sperimentato un periodo di finta prosperità, che Kotegawa ha definito la "bolla dell'appartenenza all'UE". "I nuovi aderenti all'UE e altri candidati all'adesione hanno sperimentato improvvisi flussi di capitale, che hanno portato a rapidi aumenti degli stipendi e dei prezzi degli immobili. Ma i bilanci sono stati manovrati in modo artificiale, ricorrendo ai derivati proposti dalle banche d'affari, per soddisfare i criteri di adesione". La bolla europea è scoppiata nel 2008 con la liquidazione di Lehman Brothers.

Se la maggior parte delle banche d'affari fossero state liquidate, I titoli di stato europei non sarebbero stati vittima di attacchi da parte delle stesse, con le vendite allo scoperto ed i credit default swap, per coprire la propria insolvenza con gli alti profitti della speculazione sui titoli di stato. Il risultato di questo è che i governi non hanno potuto finanziare lo stimolo fiscale.

Nel frattempo le autorità europee non hanno messo sotto inchiesta le banche che hanno provocato la crisi e che ne hanno tratto i maggiori profitti. Hanno preferito l'austerità fiscale e far pagare tutto ai contribuenti. "E' una situazione ridicola e se continuerà questa politica stupida, l'Europa soffrirà per aver perso due decenni, temo".

Kotegawa ha concluso dando un consiglio all'Europa: adottare subito la separazione bancaria e liquidare le banche d'affari.